sabato 23 settembre 2017

Dietro i vetri




Dalla finestra dello studio non vedo altro che tetti e alberi. Tetti di case, non palazzi.
Solo tegole, comignoli, antenne della tv e galletti segnavento.
Poi, il cielo. Che quando è limpido, sembra il mare.
I comignoli, dritti come sentinelle, sbuffanti d’inverno e annoiati d’estate, assumono forme differenti a seconda dello stile della casa che li sorregge. Alcuni, raffinati, sfoggiano la loro eleganza come modelli da sfilata. Altri, banali, costruiti senza immaginazione. Semplici parti terminali di una canna fumaria.
Le antenne, un intreccio di segmenti metallici, così disarmoniche di giorno, quando cala la sera, indossano il loro esile fascino per svettare, controluce, al tramonto, assieme ai segnavento che qui,  hanno tutti la stessa forma: galletti sottili, di ferro battuto, con o senza i quattro punti cardinali a sorreggerli. Girano, secondo il soffiar del vento, o rimangono fermi, immobili, verso la direzione scelta dall’ultima folata.
Laggiù, verso nord, nascoste tra la chioma della gigantesca magnolia, si intravedono le montagne. Una piccola fetta di panorama con una cima, che non saprei nemmeno riconoscerla insieme a tutte le altre. Le montagne. Solo se salissi di un piano, le vedrei tutte quelle cime!
Verso sud, invece, non si vede proprio niente. Il tetto della casa del vicino copre tutta la visuale che, altrimenti, sarebbe rivolta alla campagna. Un tetto con nessuna poesia. Grigio, nemmeno un abbaino. Fosse di tegole rosse, saprei guardarlo rendendogli merito; invece è deprimente, come il suo comignolo prefabbricato.
Gli alberi sono quelli dei giardini. Non sono pochi. Da quassù se ne contano così tanti che andarli a cercare tutti mi ci vorrebbe la bicicletta. Sono alberi da frutto, alberi ornamentali, siepi diventate alberi. Una tavolozza di ogni tonalità di verde che diventerà rosso, marrone, giallo. E poi, solo rami.
Da sinistra a destra, non si vede l’orizzonte. Solo tetti e alberi. Comignoli e antenne. E galletti segnavento.
Di sera, però, vedo tramontare il sole. Tutto quel che c’è sotto, lo avvolge il buio. Sopra, quel che sembrava il mare, si trasforma in dune del deserto. Arancio, indaco, blu notte. Poi, le stelle.

lunedì 18 settembre 2017

Bentornato spirito HYGGE






Nonostante la data ufficiale del suo arrivo sia il 23 settembre, l’autunno è arrivato. Penso che questa stagione faccia la sua comparsa già alla prima giornata di fresco dopo la pioggia di fine estate.

martedì 12 settembre 2017

Giorni di raccolta. Quale raccolta?




Basta una notte di pioggia perché nel mio giardino tutto si rigeneri. L’acqua disseta le radici dopo l’estate siccitosa e pulisce via la polvere dalla vegetazione rendendo la scala dei verdi brillante e vigorosa.

venerdì 1 settembre 2017

1° settembre, buon capodanno!




Eccomi, pimpante come dopo una vacanza. Anzi due.
Quest’anno mi è toccato di fare due vacanze, una al mare e una in montagna. A volte succede.

domenica 27 agosto 2017

venerdì 28 aprile 2017

Mal d'Africa




Nel 2010 Giovanni, per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno, organizzò l’ascesa del Kilimanjaro con alcuni amici. Da allora l’Africa occupa una parte importante del suo essere.

giovedì 20 aprile 2017

venerdì 31 marzo 2017

Il sapore della partenza





Questo giorno ha il sapore della partenza. È impregnato della fragranza dei fiori mescolato a quella del latte con la vaniglia. Un aroma che io attribuisco alla Provenza, perché era là che eravamo diretti quando fiutai per la prima volta questo sentore.

mercoledì 15 febbraio 2017

5 anni





Una sera di cinque anni fa decisi di dar vita a un sogno. Da tempo era nella lista dei desideri, ma, si sa, tutti i sogni hanno bisogno di tempo per prender vita. A volte non dipende da noi. Tuttavia il tempo mi ha insegnato a credere di più in me stessa, e così, non un giorno prima, e nemmeno uno dopo, il 15 febbraio 2012 pubblicai il primo post di questo blog.

domenica 12 febbraio 2017

HYGGE




Questa parola mi sta inseguendo da diversi giorni. Tutto è iniziato dall’editoriale di una rivista, da un post letto su Facebook, dalla consultazione di un libro cercando tutt’altro ed infine dalla recensione di un libro. La parola hygge è balzata fuori, ogni volta, richiamando la mia attenzione. E non è stato un caso.

martedì 10 gennaio 2017

Benvenuti nel nuovo anno





Finite le feste è tempo di ripresa. Avete già riposto nell’armadio della cantina l’albero, il presepe e gli addobbi?
Io no. E non ho intenzione di farlo a breve.